04.03.2026
Il volto di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 prende forma: in primavera il concept del progetto di allestimento
04/03/2026

Pordenone si prepara a vestirsi da Capitale. In questi giorni si è tenuto un incontro operativo tra gli uffici cultura del Comune e lo studio Migliore+Servetto, il team creativo incaricato di progettare l’allestimento urbano della città: un sistema integrato di comunicazione visiva che renderà immediatamente percepibile, a residenti e visitatori, il valore culturale riconosciuto a livello nazionale a Pordenone.
Entro la primavera 2026 sarà presentato il concept di progetto: la visione d’insieme che definirà l’identità visiva della città e l’abaco degli interventi previsti, ovvero il catalogo completo delle installazioni che trasformeranno lo spazio urbano. Nella seconda parte dell’anno il concept verrà sviluppato e messo a terra con la direzione artistica di Migliore+Servetto e cominceranno a essere visibili i primi elementi. L’obiettivo è che entro la fine del 2026 Pordenone abbia già la maggior parte delle installazioni pronte.
Una giornata intera è stata dedicata ai sopralluoghi: il centro storico, i punti di ingresso alla città, la stazione dei treni e quella delle corriere. Un giro necessario per capire dove e come intervenire, perché la vestizione della città non nasce a tavolino ma dalla sua osservazione diretta. Grande attenzione è stata posta al tema dell’accessibilità, nella convinzione che una comunicazione pubblica debba davvero parlare a tutti: l’inclusività non sarà un’aggiunta, ma un principio fondante dell’intero sistema.
Il progetto lavorerà su due livelli paralleli e complementari: da un lato i contenuti, la narrazione partirà dall’identità profonda di Pordenone, dai suoi valori, dalle sue anime — quella imprenditoriale e quella culturale — per costruire un racconto autentico e riconoscibile. Dall’altro i materiali restituiranno un attento lavoro di ricerca e approfondimento sul territorio in sinergia con le realtà locali. Vestire la città in modo contemporaneo, dunque, ma con radici ben piantate nella sua tradizione produttiva e culturale.
A guidare questo lavoro è Migliore+Servetto, studio di progettazione con sede a Milano che vanta una competenza riconosciuta a livello internazionale nella progettazione di spazi narrativi. e archigrafia urbana, ottenendo prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui tre Compassi d’Oro, tredici Red Dot Design Award e 2 German Design Award. Portano la loro firma interventi per alcune delle principali destinazioni culturali in Italia e all’estero, tra cui il Museo Egizio di Torino, l’ADI Design Museum, lo Chopin Museum di Varsavia, il Museo di Schengen in Lussemburgo. Nella visione di Migliore+Servetto, che incrocia ricerca e innovazione sia a livello accademico sia professionale, l’allestimento urbano è strumento di legacy e innovazione sociale. Esempio cardine è Look of the City per i Giochi Olimpici Invernali – Torino 2006 (premio Compasso d’Oro 2008, con Italo Lupi): un sistema di 250 installazioni che ha ridisegnato il volto della città. Lo Studio ha firmato inoltre il progetto del Blue Line Park a Busan, in Corea del Sud, ed è attualmente impegnato nella costruzione della nuova sede della Joshibi University of Art and Design di Tokyo, che si configura come un nuovo hub culturale di incontro tra università e città, aperto al pubblico.


